Eleonora Torchia

Tesista magistrale presso l’Università degli Studi di Trento
CdL in Cellular & Molecular Biotechnology

 

Sono nata ad Oristano il 17 aprile del 1996, in Sardegna, con residenza a Nurachi che attualmente rappresenta una piccola, se non piccolissima, realtà nella costa ovest della nostra isola.

Ho frequentato il Liceo Classico De Castro e subito dopo il diploma (2015) ho deciso di proseguire il mio percorso di studi presso l'Università sita ad Oristano. Qui ho potuto intraprendere un percorso prettamente scientifico, senza però mai abbandonare l’approccio umanistico e coltivando il viscerale interesse per la filosofia e la letteratura.

Fin da quando ero piccola, ho sempre avuto una certa curiosità nello "svelare", o anche parzialmente scoprire quel velo di mistero connesso alla complessità dei sistemi biologici e della vita tutta. Tale curiosità è stata incentivata da importanti figure, tra le quali cito mio fratello e il mio docente di Biologia e Chimica del Liceo.

Così mi sono laureata in Biotecnologie Industriali nell'aprile del 2019. Al tempo stesso, dato che non mi piace star ferma, ho lavorato part-time durante tutta la triennale come cameriera. Sostengo e sosterrò sempre che lavorare, soprattutto nell’ambito della ristorazione, quindi a stretto contatto con le persone, sia clienti che colleghi, mi abbia realmente aiutato nella crescita individuale e nella capacità di gestire determinate dinamiche che molto spesso mi hanno messa alla prova. In verità, genericamente parlando, combinare lavoro e studio è relativamente difficile ma estremamente d’aiuto se si ama la dinamicità.

Brevemente, il programma di Biotecnologie Industriali prevede, inter alia, un primo approccio verso la Fisiologia, Genetica e Farmacologia: i principi teoretici e le applicazioni delle diverse ed innovative tecniche molecolari mi hanno poi spinto verso un campo prettamente biomedico.

Inoltre, durante l’ultimo anno di triennale ho vinto una borsa di studio di Facoltà che mi ha permesso di svolgere il tirocinio formativo previsto dal mio CdL fuori dalla mia regione. Tutto questo è stato reso possibile soprattutto grazie all’accordo stipulato tra il Consorzio UNO e il Centro di Biologia Cellulare, Computazionale ed Integrata (CIBIO) associato all’Università di Trento. Quindi, a settembre del 2018 ho iniziato il tirocinio al CIBIO ed in particolare nel Laboratorio di Biologia e Genetica del Cancro. Durante questi tre mesi ho lavorato con diversi modelli, sia in vitro che in vivo di tumore alla prostata, come per esempio la crescita di linee cellulari in colture 3D e xenotrapianti in pesci zebra. Ho potuto inoltre manipolare una linea cellulare prostatica non tumorigenica ampiamente utilizzata come strumento primario per lo studio dei meccanismi genetici che stanno alla base dello sviluppo tumorale. Tale esperienza mi ha fatto ragionare sulla necessità di trovare, sperimentare e caratterizzare nuovi modelli che siano però anche efficaci per quanto concerne gli studi diagnostici e farmacologici nel campo della terapia oncologica.

Dopodiché decisi di applicare per la magistrale in Cellular and Molecular Biotechnology dell’Università di Trento: il master offre la possibilità di scegliere un percorso specifico tra

  1. Neurobiology
  2. Microbes and Infections
  3. Cancer

Attualmente sono alla conclusione del mio percorso formativo: avendo intrapreso il programma in Cancer, ho deciso di svolgere il tirocinio curriculare presso il Laboratorio di Biotecnologie e Nanotecnologie del CIBIO, costruendo un progetto di tesi intorno a tre concetti:

  1. Stratificazione di pazienti affetti da tumore prostatico in modo tale da ridimensionare i trattamenti a seconda delle caratteristiche uniche di ogni individuo: tale concetto ruota intorno a quello più profondo di medicina di precisione.
  2. Potenzialità di utilizzo in relazione alle biopsie liquide (urina, plasma, saliva): in particolare, durante questi mesi ho avuto la possibilità di lavorare con campioni umani di urina per isolare, caratterizzare e analizzare Vescicole Extracellulari, piccole particelle rilasciate dalle cellule. Queste piccole particelle hanno avuto un picco d’interesse negli ultimi anni in quanto contengono al loro interno (o all’esterno) piccole molecole e/o macromolecole in grado di riflettere le caratteristiche della cellula d’origine.
  3. Diagnosi e discriminazione tra diversi stadi di tumore: considerando i due concetti precedenti è quindi possibile sfruttare le biopsie liquide, le quali non richiedono dolorosi interventi chirurgici a cui il paziente potrebbe andare incontro, in modo tale di isolare le Vescicole Extracellulari e scoprire e testare nuovi biomarcatori per la diagnosi e/o prognosi di tumori.

 

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